NOTIZIE INDIANE: Truffe, incontri ed altro ancora…

Dopo 3 ggiorni di viaggio ed interminabili truffe, oggi siamo finalmente arrivati a Bodhgaya, la cittadella dei templi e dei monasteri, perduta nelle sterminate pianute del Bihar.

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Prima di tutto voglio raccontare gli ultimi giorni a Pokhara, dove ho adottato e mi son fatta adottare da una vecchia tibetana, che vendeva collanine ed altri oggetti tibetani per la strada e che mi ha commossa.
Un giorno abbiamo affittato uno scooter per andare a Sarankot a vedere la catena dell’Annapurna ma che era coperta da una coltre di nuvole, cosi’ ci siamo incamminati per il villaggio ed abbiamo conosciuto diverse persone. In primis la famiglia del ristorante-negozio-un po’ di tutto, tipico di qui, dove il padre, contadino-guidadmontagna-dotto-ristoratore, studiava giapponese e con cui ho iniziato una piacevole convesazione sulla religione e, per la prima volta nel subcontinente, non era ne’ indu’ ne’ buddista ne’ niente di niente, era per il rendere felici gli altri e tutti gli esseri viventi, per  il dio che e’ in ognuno di noi. Mi ha piacevolmente colpito, anche perchè si avvcina molto al mio pensiero..
Poi ci siamo fatti abbindolare da un povero contadino che ci ha venduto un pessimo polline ma ci ha portati a casa sua a prendere un te’, ci ha mostrato tutte le foto della sua vita e presentato la moglie e una figlia. La casa era di fango, tetto d paglia, una stanza, niente dentro e  quattro figli!, anche lei con 6 figli, una casa di latta, una cucina ed una stanza per tutto e tutti. Abbiamo cenato con lei ed il suo unico figlio maschio, un 18enne che il giorno dopo ci ha fatto visitare bene il campo e ci ha raccontato un po’ la vita dei rifugiati tibetani, i loro diritti e le loro speranze.

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E’ stato molto carino ed ho promesso a loro che quando rientrero’ gli spediro’ un pacco di vestiti e scarpe, che son le cose di cui han più bisogno,  per il momento le ho regalato la mia giacca, che mi ero portata per il Ladakh e che ora non mi serve più!

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In tutto questo abbiamo conosciuto uno svizzero (questo viaggio mi ha fatto scoprire gli svizzeri che sono troppo cool!!) gran suonatore d didjiridoo, che insieme a Guillaume (che se ne e’ comprato uno a Manali ed anche lui e’ un gran suonatore.,con meno tecnica pero’) ha fatto vivere momenti d bellissima e quasi mistica musica a me e a tutti quelli che li sentivano e che si fermavano ad ascoltarli.

Poi siam dovuti tornare a Kathmandu, per finire il dentista (ho dinuovo il dente!)…e salutare tutti gli amici che ci eravam fatti e per finire in bellezza con una doppia truffa!
Ci hanno spediti alla frontiera sbagliata, allungandoci il viaggio di più di un giorno, facendoci pagare una cifra “only for you”(=supercara) e dopo, alla frontiera, per levarci di torno ci han dato le info sbagliate e spediti a caso verso mete non chiare..
Abbiamo passato tutto ieri a Gorakhpur, ma almeno abbiam assistito alla festa delle luci e qundi alla divertente follia indu’.

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Il ritorno in India e’ stato duro, ma ad accoglierci c’eran gli indiani, rompiballe curiosoni, innoccenti bambinoni che ci ha un po’ attenuato la caduta ma allo stesso tempo estremamente stressato. Siamo come bestie da circo, qualunque cosa fai hai sempre almeno 5-10 indiani che ti fissano, che ti si piantano davanti, delle volte spingendosi, solo per guardarti, contemplarti, in modo un po’ bovino, ripetendo sempre le stesse domande e traducendosi le risposte l’uno con l’altro….”how are you?”…….”ww-wich country?”……”italy..oooooh…..sss-sonia gandhi!”……etc….
Alle volte e’ divertente, ma quando sei stanco morto ed e’ 3 giorni che non dormi e’ davvero pesante, soprattutto se aggiungi il fatto che come si tratta di soldi cercan di truffarti sempre, riuscendoci quasi sempre benissimo!
Comunque resta un popolo affascinante, diverso, divertente, mistico, assurdo, contemplativo, coraggioso, forte, matto e fantastico….e diversissimo da noi!
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