NOTIZIE INDIANE: Pokhara

Voila’, sono a Pokhara, paradiso balneare nepalese.
Affacciata su di uno splendido lago contornato di montagne, immerso nelle risiere, con le quali si fonde, dove la luce assume sfumature inimmaginabili e le foto si fanno da sole.

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Tutta questa bellezza ci ha resi iperattivi e molto “sportivi”. I primi 2 giorni ci siamo dedicati prima al ciclismo e poi alla nautica.

Abbiamo affittato 2 bici e ci siamo lanciati lungo le sponde del lago, attraverso immense risiere e piccoli villaggi e sotto le maestose montagne ricoperte di vegetazione tropicale. Abbiamo visto mucche pascolate da una barca in mezzo al lago come ippopotami e come essi sormontate da aironi. Abbiamo comprato il charas dai contadini, fatto col loro sudore, mentre temporeggiano pascolando le beneamate vacche.

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Abbiamo assistito ad uno dei più begli spettacoli di luce naturale-riflessa, gialla come un limone e subito dopo azzurra, poi grigia, nuovamente gialla e ancora rosa, che si specchia tra le ninfee sulle acque tranquille del lago e si intravede tra i fili fitti del riso.

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Il secondo giorno abbiamo affittato una barca e ci siamo lasciati scivolare nel paesaggio. In primis verso l’isoletta che ospita un tempietto a Vishnu, un po’ deludente. Dopo l’abbiamo aggirata per andare verso la “jungle”, esaltati e assetati d’avventura . Appena scesi dalla barca per lanciarci nell’esplorazione della jungle (che tanto esalta guillaume), dopo aver fatto non più di 3 m, io in infradito, mi sono accorta che decine di vermetti neri avevan cominciato velocissimi a salirmi sui piedi e quando mi son resa conto che eran sanguisughe..guillaume, che aveva le scarpe, mi ha presa in braccio e mi riportata sulla barca, facendo cadere le ciabatte li’. Arrivati sulla barca ci siam accorti che eravamo pieni! A lui si eran gia’ arrampicate sulle scarpe ed entrate dentro. Ce le siam strappate di dosso in preda al panico, non tanto perche’ son pericolose ma perchè erano diventate centinaia, ovunque e si eran gia’ attaccate e dai buchi che ci han fatto ha contiunuato ad uscire sangue per un bel po’! Niente di grave comunque, anzi abbiamo panicato anche troppo pero’ le ciabatte eran rimaste li’ e nessuno dei 2 aveva voglia di andarle a prendere, cosi’ abbiam aspettato che passassero 2 donne nepalesi che trasportavan foglie, anch’esse in ciabattine (ma senza sanguisughe attaccate!!!!) E per farcele allungare, in tutto questo abbiam rotto l’unico accendino che avevamo.

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Il resto della giornata e’ stato tranquillo e rilassante, come dentro ad un quadro di monet, immersi, lo so sono ripetitiva, dentro ad una meraviglia della natura..

Purtroppo anche qui, che e’ un luogo di vacanza anche per i nepalesi, non manca la miseria onnipresente e come dappertutto gli autoctoni ti vedon come una gallina dalle uova d’oro…e tu ti senti colpevole…dai le elomosina….ma non puoi darle a tutti….compri cose alla vecchia tibetana, ma nn puoi comprarle a tutte; ti fai riparare le scarpe dal tipo in mezzo alla starda, facendotele rovinare per sempre, ma hai solo un paio di scarpe e non puoi farle riparare a tutti..e cosi’ via per il rischow, che pensi che sia più povero del taxista e lo prendi anche se più lento e che ti truffa sempre; il sadu, che sai che e’ un falso sadu; i bimbi che tirano la colla in strada e se gli dai dei soldi li usan solo per quella; le mamme col bambino che ti chiedon di comprarle il latte e lo rivendon allo stesso negaziante subito dopo e tu turista del ricco occidente, anche se a casa tua sei uno squattrinato qui sei Paperon de’ Paperoni, ed il peso della tua nascita fortunata ti grava sulle spalle come un macigno…giri per strada e tutti ti chiedon soldi solo perchè sei bianco…e quindi ce li hai….

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