MAYD HUBB & HOBO/MONK AMERICAN TOUR: La festa dei Merry Prankster, San Francisco e l’abbandono

La tanto attesa festa da Ken Babbs si è rivelata un ritrovo di hippies in pensione dall’aria un po’ sfigata e molto provinciale, sembrava quasi una sagra di paese ma in una casa in campagna privata e dove ognuno portava qualcosa da mangiare e per la quale era stato allestito un palco per i concerti e chiunque voleva suonare doveva iscriversi e così, come alla “Corrida di Corrado”, diversi tipi di umanoidi più o meno rimasti, più o meno patriottici, più o meno grotteschi o country hanno sfilato e ci hanno più o meno straziato la vista e l’udito.Dopo diverse ore di noia ed agonia finalmente mi son decisa, mi son fatta coraggio e sono andata in cerca degli ex-membri dei Merry Prankster per intervistarli e fotografarli. La prima è stata Meggie che da amica di Bob Dylan ed eroina degli anni ’60 si è rivelata essere giusto una Grupie e una coltivatrice di weed, subito dopo è stato il turno dell’unico che non ha mai provato l’LSD, poi del cuoco dei Grateful Dead e per ultimo il più importante Chuck Kinsey, il fratello del leader e fondatore del gruppo lisergico Ken Kisey, qui negli U.s.a. una vera e propria star.

img_5708-copy

Tra le altre cose è venuto fuori che tutti questi freakkttoni attempati negli anni si sono trasferiti a Eugene, questa cittadina dell’Oregon dove si svolgeva anche la festa, giusto perché da qui proveniva e viveva il loro ormai defunto capo spirituale e l’hanno trasformata in capitale degli “Hippies Vintage”.  Dopo una notte trascorsa lì, parcheggiati tra altri due schoolbus completamente trasformati in opere d’arte ambulanti, siamo ripartiti verso le Hot Spring immerse nel bosco tra le montagne e i laghi per lavarci e rilassarci. Tutti gli uomini già presenti facevano nudismo, le donne no, tra questi abbiamo conosciuto pure un marsigliese che vive in California esportando prodotti provenzali, e per un pelo non ho commentato il suo bel didietro prima di scoprire che ci avrebbe capiti.

img_6006

Quest’ultimo ci aveva parlato di un bel posto per campeggiare, proprio accanto a lago, ma naturalmente, come sempre, nessuno della compagnia ci ha ascoltati e come al solito abbiamo proseguito a vagare per km e km senza meta per  poi fermarci in un postaccio sotto i cavi dell’elettricità accanto ad un fiume senza fascino. Il giorno dopo ci siamo rimessi in viaggio verso la California, lungo la 101 (one-o-one) la freeway che costeggia tutta la costa pacifica dall’estremo Nord all’estremo Sud e che ci offre il meraviglioso panorama di spiagge immense, selvagge e deserte punteggiate di scogli imponenti e rocce frastagliate, a volte il tutto è bianco e a volte il tutto è grigio ma sempre di una bellezza sconvolgente e disarmante (tra le altre abbiamo visto pure la spiaggia dei Goonies, quella da cui vedono spuntare il veliero dei pirati!!!). L’Oregon è uno degli stati più belli degli States, poco abitato e ancora selvaggio e incontaminato, verdissimo e pieno di montagne, foreste, fiumi, laghi che si affacciano sul freddissimo ma bellissimo Pacifico.

img_6067-copy

L’arrivo a San Francisco è stato una piacevole sorpresa, un’incantevole città con una sua discreta personalità ci aspettava con le sue Doll’s houses in stile vittoriano color pastello tutte allineate, le sue strade ripide e vertiginose fatte di sali e scendi come le montagne russe, la grande baia con i suoi lunghi ponti, il perenne vento gelido che arriva dal freddo Pacifico. Il concerto si è svolto in un baretto molto trendy del quartiere “aristo-freak” attorno a Divisadero Avenue ed è andato molto bene, la gente ballava e si divertiva. Il giorno dopo ci siamo spostati a Ocean Beach, la zona più fredda della città poiché affacciata sull’oceano, e lì siamo rimasti per giorni, accanto al Supermercato SafeWay che è diventata la nostra seconda casa…il nostro bagno, la nostra elettricità e la nostra “cucina” (molto tra virgolette perché cibarsi qui è un vero problema, soprattutto se non si dispone di nulla per cucinare, i cibi pronti da mangiare o gi ingredienti per un panino nei supermercati sono una tragedia disgustosa e ipercostosa e mangiare fuori è ancora più caro).

img_6975

Ogni sera la spiaggia si riempiva di giovani che venivano a fare i falò, per i quali si trovavano delle strutture di ferro a forme più o meno floreali fatte apposta, fino a che immancabilmente non arrivavano gli sbirri per controllare che nessuno bevesse e, nonostante fossero abbastanza gentili, seminavano il panico e tutti se andavano di corsa. Io e Guillaume siamo rimasti alquanto sconvolti dal rapporto che il popolo americano ha con la polizia, ne sono letteralmente terrorizzati, tutti anche i nostri compagni di viaggio, nessuno prova nemmeno a discutere con loro, sono considerati sovraumani e intoccabili, al di sopra degli altri. Personalmente non abbiamo avuto ragione di credere che siano così terribili e temibili ma tutti ci dicono che sì bisogna temerli, tenerli lontani ed assecondarli in silenzio, non vi dico quanto, soprattutto per un francese, sia difficile credere a tutto ciò e per un’italiana rinunciare alla polemica!

img_7180-copy

Di San Francisco abbiamo visto Chinatown che ha una parte iperturistica fatta solo di negozi di souvenir e ristoranti cinesi (dove mi son fatta in un certo senso fregare da un messicano, comprando un nuovo obbiettivo 18-200 ad un buon prezzo, che sostituisce i miei due obbiettivi il 18-55 e i 50-200, e un filtro che invece da babbiona ho pagato 4 volte il suo vero valore…rimanendo senza soldi sul conto corrente!!!) ed una parte genuinamente e caoticamente cinese piena di gente ovunque, di puzze variegate e di negozi che vendono qualunque cosa compresi pesci secchi, funghi, alghe, cavallucci marini impagliati ed altre cose non identificabili; la baia di fronte all’isola di Alcatraz un’orribile babilonia attorno al nulla assoluto giusto un porto inutilizzato, una colata di cemento, miliardi di negozi tipo parco giochi e un fiume di turisti rimbecilliti; Castro, il quartiere gay che in realtà è giusto una strada piena di negozi e Mission, il quartire messicano e della “balotta” e Berkley dove siamo stati ospitati da amici di amici, sì perché per la prima volta ci siamo separati dalla banda del bus per due giorni per poterli trascorrere con Cecile, la migliore amica di Guillaume che da 5 mesi viaggia in Sud America. Non l’avessimo mai fatto, l’appuntamento con gli altri era per il giovedì, meno di 48h dopo, a Willits dove venerdì avrebbero dovuto suonare, abbiamo preso il bus da SF e come d’accordo siamo arrivati alle 18 e  siamo rimasti ad aspettarli fino alle 23 in un bar, mangiando blueberry pancake che ho prontamente vomitato appena terminati, cercando di chiamarli in continuazione senza che mai rispondessero ed  infine sfiniti ed arrabbiati siamo andati a prendere una camera in un motel dove abbaimo trascorso la serata facendoci mille foto e sentendoci dentro un film.

img_7949-copy

Comments are closed