CRONACHE AMERICANE: Parade the Circle e altre esperienze

Carissimi amici, non vi ho ancora parlato della mia principale attività di questo primo mese…il workshop per la preparazione dei costumi e dei pupazzi giganti per la Parade the Circle che si è svolta sabato scorso.

Tutte le settimane, da giovedì a domenica, abbiamo lavorato come matte insieme a tantissime altre persone tra le quali un gruppo di sfortunate signore in sedia a rotelle e con altre varie sfighe, una banda di scatenati brasiliani, famiglie, scuole e centri di recupero per ragazzini difficili e lo staff del museo d’arte che lavorava lì, assistendo le varie fasi di creazione e costruzione dei costumi, maschere e pupazzi.

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La parata è stata molto carina, un’esplosione di creatività e colori accompagnata da musica e danze.

Il nostro gruppo includeva il team del Phoenix Cafè, quello di Julie, che ha diretto il tutto, a Lakewood e quello più grande a downtown, ed era formato da due grandi pupazzi rappresentanti due baristi, un uomo e una donna, con tutti gli strumenti di lavoro in mano (il tutto pazientemente realizzato in cartapesta da me e Julie, sono diventata un vero asso della cartapesta!) come la tazzina da caffè e i pezzi della macchina da espresso, entrambi venivano condotti da una persona che ne indossava la struttura portante come uno zaino, e una schiera di uccelli della Fenice (Phoenix)…alcuni a piedi, con i costumi fatti e tinti da noi, alcuni sulle aste ed altri in bicicletta. Io non ho partecipato pienamente alla parata perché volevo essere libera di muovermi per fare le foto, mi ero fatta solo una maschera da uccello della fenice in cartapesta ma è stata la sola cosa andata smarrita la fatidica mattina della parata!

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Il tutto si è svolto dalle 12 alle 14 dopodiché è scattato il Business – business, bancarelle sperse per tutto il parco attorno al quale sfilava la parata offrivano tutti i tipi di prodotti, soprattutto quelli ipercalorici, e grandi marchi si facevano pubblicità regalando gadget.

Mentre preparavo questa parata spesso citavo la Partòt di Bologna e questa ha avuto curiosamente luogo lo stesso giorno come anche il Gay Pride di Roma con la Gay Pride Prade di Cleveland di questo sabato.

A questa siamo arrivati un po’ in ritardo giusto per goderci l’ultimo strascico della parata e le proteste dei evangelici iper conservatori che manifestavano contro, armati dell’effige del loro salvatore Jesus, di cartelli citanti i passi della Bibbia contro i sodomiti e di megafono per urlare il loro sdegno, tutti indossavano magliette con scritto “Jesus is the standard” e “Truth is hate to those who hate the truth!” con il nome della loro congrega “operation save america” e capellini con l’immagine della croce. Purtroppo tra di loro c’erano diversi bambini ed un individuo orribilmente simile al signor. Burns dei Simpson che stringeva un rosario nelle sue scheletriche e pallide manine da pervertito…

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In questo matto paese le persone comuni riescono ad essere molto più reazionarie ed invasate che i vescovi in Vaticano! Ma questo è (e sarà in) un altro capitolo.

Questa parade è stata addirittura più breve dell’altra, solo 1 h, da mezzogiorno all’una e la giornata continuava in un area a pagamento all’interno della quale c’era solo business – business e tanta promotion…e più che la giornata dei gay sembrava quella dei ciccioni-obesi…dei quali, vedendoli così improbabilmente accoppiati/e, più che altro ti viene spontaneo di pensare  “ma questi come faranno a scopare?!”

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L’unica differenza sostanziale, a parte il peso, con i gay di casa nostra è che qui le coppie omosessuali vanno in giro attorniati da pargoletti poiché, siccome in America la legge consente l’adozione ai single, anche loro possono farlo!

Non credo che queste due parate possano tenere il confronto con le loro corrispettive italiane e mi chiedo se questo dipenda unicamente dal fatto che mi trovo in una zona provinciale del paese o dipenda anche dal fatto che questi americani in fondo, pur essendo dei pazzi scatenati, non siano poi dei gran festaioli!

Continuando a parlare di “divertimenti” in questi ultimi due giorni, finalmente, sono uscita la sera per capire come si divertono i giovani statunitensi. La prima sera siamo andati ad un concerto reggae di un gruppo locale, primo appuntamento di un programma organizzato dall’università nel parco dove si è svolta la parade, che ha avuto inizio alle 18 e senza pause è andato avanti fino alle 21:20. Il volume era particolarmente basso, il pubblico composto prevalentemente da giovani famiglie impegnate soprattutto ad organizzare il pic-nic e a star dietro ai pargoli, era pieno zipillo di american cops, proprio come quelli dei film, in divisa blu col distintivo in bella vista,gli occhiali da sole, la macchina bianca e nera o super moderne citybikes e l’aria bulla e minacciosa. Per chi avesse voluto bere un goccetto c’era una zona limitata con tanto di corda all’interno della quale rinchiudersi come appestati sorvegliati attentamente dai vigili poliziotti. Dopodiché per fortuna son stata invitata a proseguire la serata in un locale dove ci sarebbe stato un concerto di musica afrocubana. Ma non mi ero portata dietro il passaporto, quindi il tipo all’ingresso non voleva credere che avessi più di 21 anni e qui gli under21 pagano di più! E sapete perché? Perché non possono consumare all’interno del locale! Gli viene fatta una bella croce sulla mano cosicché non posson acquistare nessun alcolico! Per mia fortuna una delle ragazze che era con me è riuscita a convincerlo e mi son potuta cancellare la croce e riprendere i miei soldi, ma mi hanno detto che è molto raro che ciò accada, solitamente se non hai il documento non transigono. Sapeste quanti problemi ogni volta per comprare le sigarette, la carta d’identità italiana non ha alcun valore e col passaporto han chiamato più volte il direttore prima di vendermele!

Il concerto è stato carino, anche se i musicisti del gruppo afrocubano erano tutti yankees bianchissimi e se, come a Bologna (sigh!), è impensabile poter fumare una sigaretta bevendo tranquillamente il tuo drink (sono nel paese delle bottiglie nei sacchetti di carta! E’ tutto vero! E noi bolognesi possiamo capire).

La seconda serata è stata molto più giovanile, dopo un pic-nic nel parco con la happy family sono uscita con dei giovani per fare la giovane! Per prima cosa siamo andati a bere delle birre nascosti in un cantiere con vista sui palazzoni del centro della città (avremmo dovuto scalare un ponte ma io ero in infradito ed un altro se la faceva sotto), poi siamo andati in una sala da concerti-club culturale all’interno di una chiesa sconsacrata, completamente priva di personalità, ma c’era poca gente così ci siamo spostati nel posto dove stanno e vanno tutti gli amici dei miei accompagnatori “the tower”, che tower non è, che assomiglia ad uno squat senza esserlo perché gli abitanti pagano l’affitto, ricavato da un vecchio ristorante cinese sovrastato da un appartamento, con la sala da pranzo trasformata in sala concerti. Il clima era abbastanza familiare, ai piani alti si fumava marijuana (pura) in quantità, sotto un rock incasinato e scoordinato faceva tremare le pereti, fuori si fumavano sigarette stando dietro ai cani che gironzolavano qua e là e ovunque si bevevano birre. E’ stato divertente trovare attaccata trionfalmente, in una delle camere, la bandiera della PACE italiana e quando l’ho fatto notare son cascati dalle nuvole “davvero è italiana?”, “noi, qui negli states l’abbiamo sempre usata!”, “era appesa a tutte le finestre quando è iniziata la guerra in Iraq!” ma è proprio la nostra! Con la scritta PACE in italiano! Figo no?

Infine, per terminare con una curiosità, mi è stato ricordato da altre persone che sono state negli States, una cosa che ha davvero dell’incredibile è la situazione dei camerieri. Sì perché questi non vengono pagati, come di consueto e giustamente, dal proprietario del ristorante, che gli dà una vera miseria (tipo $ 2/h), ma dai clienti!

Questi infatti sono obbligati a diventare dei veri leccaculo professionisti, simpatici, sorridenti, adulatori, interessati, spiritosi e affettuosi ma anche insopportabili ed invadenti (altra caratteristica in comune con gli indiani). La prima volta che ho assistito ad uno di questi spettacoli ero con tre ragazzi e la cameriera era una ragazza, quindi pensavo ci stesse provando con uno dei miei accompagnatori, ma non capivo con quale poi, quando ha cominciato ad interessarsi a me, non me la scollavo più di dosso, ad ogni morso che davo al cibo mi regalava un sorriso ed un’occhiata compiaciuta per poi chiedermi in continuazione se se mi fosse piaciuto. Un vero incubo, anche perché non potevamo parlare di quello che volevamo visto che lei era sempre al nostro tavolo a fare salamalecchi. Quando finalmente la cena è finita e ci è stato portato il conto ho capito, sullo scontrino c’era il suo nome con scritto “Vi voglio bene, datemi una bella mancia”, mancia che però non è il cliente a decidere visto che è obbligatorio dare minimo il 15% della spesa totale. Il vostro didietro sta quindi splendendo più un cristallo di boemia solo per riuscirvi a spillare più del 15% che è già assicurato! Intanto però l’ingordo proprietario si arricchisce più che mai visto che le paghe dei suoi dipendenti non vengono sottratte ai suoi guadagni!

Non bisogna dimenticarsi che questo è il paese dei forti, dove loro vanno avanti mentre i deboli sono destinati a soccombere, proprio come nella giungla. Il sogno americano, se hai i numeri, sarà anche facile da conquistare ma è anche altrettanto facile, anzi molto più facile, che ti venga strappato via da un giorno all’altro, trasformandoti in uno dei tanti fantasmi senza più niente che abitano le strade…non c’è luogo più adatto al detto “dalle stelle alle stalle”!

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Tornando alle stranezze, un’altra è quella della tassa sugli acquisti, il prezzo che vedi esposto non corrisponde mai a quanto pagherai arrivato alla cassa e non puoi nemmeno calcolarlo poiché questo varia a seconda di quanto costa ciò che stai a acquistando! Non è una percentuale fissa come da noi. Per esempio se vedo esposto $ 7.50 quando vado a pagare sono diventate $ 8.20 oppure le sigarette che in teoria costano 3.45 ma quando devi pagare per magia sono diventate 3.79!

Naturalmente le mille assurdità e contraddizioni di questo paese non sono finite, ma questa è un’altra storia…

PS: altri prodotti con nomi italiani: acqua “distillata”, sugo di pomodoro “pronto”

PPSS: vicino a Parma e Ravenna c’è anche Belle Vista…sarà italiano o francese?!

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