MAYD HUBB & HOBO/MONK AMERICAN TOUR: Lakewood

Come sempre, formalmente gli U.S. non sono un paese molto ospitale, vieni interrogato, controllato, ricontrollato e schedato ogni volta che ti ci avvicini ma, in realtà, anche questa volta come sempre, appena uscita dall’aeroporto sono stata accolta e trattata come una regina.

Naturalmente ci hanno rotto le scatole per i bagagli impedendo a Guillaume di portar con sé le due borse a cui aveva diritto, facendogli pagare 140€ in più per quelli in sovrannumero, aprendoglieli durante il viaggio per controllare cosa contenessero e rompendogli due flybag. Per quanto riguarda noi persone fisiche si son limitati a farci due controlli speciali antiterrorismo a cui, dopo il mio viaggio di ritorno nel 2007, ormai sono abituata.

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Questi primi 10 giorni a Lakewood li stiamo trascorrendo ospitati nello stesso edificio in mattoni che contiene il Phoenix Coffee, la caffetteria della famiglia che mi ospitò due anni fa, e che si affaccia su Detroit Av., una via di commerci e non residenziale, e quindi “isolato”. Tutto l’edificio è abitato da giovani cool, artisti, sballoni, creativi e musicisti, tra cui i miei amici che ci hanno invitato e con cui andremo in tour.

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Il primo piano è composto da 6 appartamenti più o meno grandi che si affacciano tutti su una grande terrazza sul retro e, visto che quasi tutti sono sempre aperti, è come vivere in un solo grande appartamento labirintico. Uno è adibito a studio per le prove ed è soprannominato Studio Uno ed è quello con le architetture e decori più interessanti e originali. Sembra di stare allo Studio 54, gente che viene e che va, gente che prova-canta-dipinge di qua e di là, gente che si sballa e gente che fa. Tutti sono di una gentilezza e disponibilità commoventi. Guillaume aveva addirittura una schiera di fans sfegatati che lo attendevano per adularlo e riempirlo di regali ed attenzioni, come una vera star. I suoi fans sono soprattutto i “kids”, minorenni skeatari,bellini e tanto teneri. Al primo concerto, che proprio concerto non era, di pomeriggio di fronte alla biblioteca di Lakewood c’erano tutti ed ancor prima che cominciasse già si erano comprati t-shirts, cd e preso più adesivi che potevano. Quando si rivolgono a lui lo fanno con una certa reverenza che ci fa sorridere. Stamattina, il solo che partirà con noi, il californiano, si è presentato con un paio di DC super-trendy nuove di zecca per Guillaume, e non c’è regalo più azzeccato per lui visto che ricicla da anni le scarpe che buttano i suoi amici e che quindi son già in fin di vita ma che hai suoi piedi riescono a durare per mesi e mesi ancora.

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Tra l’altro ho scoperto con grande meraviglia, visto che da sempre scrive testi in inglese, che il mio compagno di viaggio non capisce molto di inglese e lo parla ancor meno e quindi mi trovo sempre a fare da interprete dall’americano al francese e vice versa, almeno la mia piacevole sorpresa personale è stata quella di scoprire che capisco praticamente tutto mentre per parlare bene ho ancora tanto da fare, ma è già un buon inizio.

Intanto il buon Adam sta preparando ed arredando lo scuolabus, sì proprio come quello dei Simpsons, per attraversare gli Stati Uniti da Est ad Ovest riuscendo nel frattempo ad avere nuovi concerti tra cui uno a San Francisco ed altri due in California. Il mio progetto per il tour è di preparare una minimostra ambulante composta delle mie migliori 15 foto e per ognuna di queste fare un tot di cartoline da vendere e, questa cosa apparentemente semplice, mi sta risucchiando tantissimo tempo. Oggi per esempio quando Jason è andato a ritirare le foto gli hanno mostrato per poi rifiutarsi di dargliela ed infine strapparla e buttarla davanti ai suoi occhi la più soft delle foto della ragazza incinta, solo perché ha un seno nudo! Ecco che la parte fortemente puritana di questo paese si è fatta sentire in modo alquanto imprevisto e prepotente.

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Ieri  Guillaume ha avuto la notizia della perdita del nonno che da anni non vedeva, visto che non ha mai tempo, né soldi, né energie per gli esseri umani che lo circondano e con cui non fa musica (quelli hanno diritto ad un trattamento speciale), e questa cosa l’ha buttato parecchio giù ma per fortuna la sua amica musica è accorsa in suo aiuto per condurlo a comporre un inno alla vita che comprende, come ben sappiamo ma cerchiamo di ignorare, anche la morte. Infatti, quello stesso mattino, prima di avere la brutta notizia, la giornata era già cominciata con un featuring con una cantante d’Opera conosciuta facendo colazione al Phoenix, visto che qui la gente è molto aperta ed amichevole, sentendoci parlare del tour è intervenuta dicendoci che anche lei faceva musica e che presto sarebbe andata un anno a Toulouse a studiarla, così Guillaume ha colto la palla al balzo invitandola a salire al piano superiore per registrarla. Dopo alcune ore di tristezza ci siamo rimessi in moto e ho passato la fine del pomeriggio con l’unico grafico del building (mi sta aiutando a preparare le cartoline) che si è rivelato un rapper , solo un’ora dopo averlo saputo Guillaume gli aveva già preparato la base e dopo un solo ascolto Jason ha fatto due shoots e il secondo era già perfetto e il pezzo già pronto! Dopo il rapper è stato il turno di un chitarrista rock cinquantenne un po’ rimasto seguito immediatamente da Mike, il mio caro amico, bassista dalle diverse sfaccettature. La sera invece è stata tutta occupata dal talentuoso pianista di Hobo/Monk che ha un Organo da paura ma che per prepararsi ha avuto bisogno di ore di birra e di joint di ganja pura, nonostante sia un padre di famiglia sulla quarantina dallo stile tipicamente americano: grosso, barbuto, capellone col classico berretto da baseball. Gli americani usano infatti fumare l’erba pura, rollata in una cartina, nella pipa o nel bong poco importa, l’importante è che non sia contaminata da alcunché la possa diluire ma, dopo il mio passaggio due anni fa, ho potuto constatare un grande cambiamento dei costumi e l’istaurarsi della moda dello “european style spliff” di cui sono considerata la grande maestra.

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In tutto questo, per ora, non ci siamo mai mossi da Lakewood, neanche per andare a Cleveland, viviamo in questo microcosmo fantastico preparandoci e aspettando di partire mercoledì prossimo. Domani ci sarà un altro concerto qui in Ohio al Mike’s Barn e prima di partire ci sarà un grande party tra i labirintici appartamenti con musica dal vivo dei nostri idoli…Mayd Hubb e Hobo/Monks!

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